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Regione Toscana: approvate le “NORME DI SOSTEGNO E PROMOZIONE DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE TOSCANO”

Regione Toscana: approvate le “NORME DI SOSTEGNO E PROMOZIONE DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE TOSCANO”

Il 9 settembre scorso la Giunta Regionale Toscana ha approvato la Proposta di Legge regionale n. 2 recante Norme di sostegno e promozione degli enti del Terzo Settore toscano” avviando un percorso innovativo e di originalità finalizzato ad emanare una legge che promuova e sostenga gli Enti del TS e definendo le modalità del loro coinvolgimento attivo nella comunità regionale, in quanto soggetti protagonisti nella promozione di attività di interesse generale con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale >>> In calce i documenti da scaricare.

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Il 9 settembre scorso la Giunta Regionale Toscana ha approvato la Proposta di Legge regionale n. 2 recante Norme di sostegno e promozione degli enti del Terzo Settore toscano, sicuramente dando attuazione alle disposizioni contenute nel Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117) ma avviando, altresì, un percorso innovativo e di originalità finalizzato ad emanare una legge che promuova e sostenga gli Enti del TS, definendo le modalità del loro coinvolgimento attivo nella comunità regionale, in quanto soggetti protagonisti nella promozione di attività di interesse generale con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

La PdL approvata, analogamente alla LR 58/2018 “Norme per la cooperazione sociale in Toscana”, è la prima norma a livello regionale dopo la Riforma nazionale del Terzo Settore. Con il varo di entrambe queste normative la Toscana ha recuperato quel ruolo di faro nelle politiche di welfare che aveva avuto fino alla fine degli anni ‘90 e che in seguito si era appannato. Ora è importante che queste due norme siano agite integrandole e non siano considerate come riferite ad ambiti, organismi, che non dialogano, a compartimenti stagni. L’integrazione tra le varie anime del Terzo Settore (e delle norme che le riguardano) è un valore, una ricchezza che dev’essere ricercata, perseguita ed attuata; diversamente il rischio è quello di generare conflitti e antagonismi che ne snaturano l’essenza.

In Toscana c’è una trama particolarmente fitta di organismi che fanno parte a vario titolo del mondo del Terzo Settore (oltre 6.500 enti tra volontariato, promozione sociale e cooperazione sociale): un tessuto connettivo che innerva tutti i territori della Regione e che  - autonomamente o in simbiosi con le Istituzioni pubbliche -  contribuisce alla coesione locale e offre ai cittadini toscani l’opportunità di partecipare attivamente alla vita delle proprie comunità.

            La Regione Toscana, consapevole del ruolo attivo che gli Enti del TS svolgono  - anche in collaborazione con la PA -  nell’individuare i bisogni della comunità, i programmi e gli interventi necessari, le modalità di realizzazione e attuazione delle azioni da mettere in campo, ha inteso rendere sistematica la collaborazione tra PP.AA. ed Enti del TS, disciplinandone l'ambito di applicazione e le modalità operative.

            Fulcro della futura legge sarà, infatti, la disciplina dei rapporti e delle modalità di collaborazione fra Enti del TS e PP.AA. in quanto dovranno essere definite finalità e procedure inerenti gli istituti della co-programmazione e della co-progettazione al fine di fornire alle PP.AA. gli strumenti, anche operativi, per poter governare tali percorsi.


            Inoltre, per promuovere e sostenere gli Enti di TS che nelle comunità locali perseguono finalità civiche, solidaristiche, di utilità sociale e di interesse generale e senza fine di lucro, la Regione ha inteso prevedere che i suoi enti dipendenti, le aziende e gli enti del SSR, gli enti locali singoli o associati, possano stabilire diverse agevolazioni quali:

§  l'utilizzazione non onerosa di beni mobili e immobili per manifestazioni e iniziative temporanee  per attività di interesse generale;

§  la concessione in comodato, per un massimo di 30 anni, di beni mobili ed immobili di loro proprietà, non utilizzati per fini istituzionali, agli enti del Terzo settore, ad eccezione delle imprese sociali, per lo svolgimento delle loro attività di interesse generale;

§  le forme speciali di partenariato che l’amministrazione regionale intende adottare, sotto l’egida dell’art. 115 del Codice dei beni culturali;

§  la definizione, in favore degli Enti del TS che prestano attività dirette alla valorizzazione di beni culturali immobili di appartenenza pubblica, delle modalità operative e dei criteri per l’elaborazione e lo svolgimento delle procedure semplificate di cui all'art.151, c.3, del D.Lgs.50/2016, cui rinvia lo stesso c.17 dell’art. 89 del D.Lgs 117/2017.

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