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Caldo estremo, l'allarme di Confcooperative Toscana: «Agricoltura sotto pressione, servono strumenti per affrontare il cambiamento climatico»

Le temperature record e gli eventi climatici estremi stanno mettendo a dura prova il settore agricolo toscano. In un'intervista a Controradio, il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana, Luciano Nucci, descrive gli effetti del caldo su vigneti, oliveti e allevamenti e richiama l'attenzione sulla necessità di investire in strategie di adattamento per garantire la competitività delle imprese agricole.

martedì 14 luglio 2026

Le ondate di calore che stanno interessando la Toscana stanno producendo effetti sempre più evidenti sul comparto agricolo. L'aumento delle temperature e la maggiore frequenza degli eventi climatici estremi stanno modificando i cicli produttivi delle colture e incidendo sulle attività degli allevamenti, con ripercussioni economiche per molte imprese del settore.

Ne ha parlato Luciano Nucci, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana, nel corso di un'intervista rilasciata a Controradio, facendo il punto sulle principali criticità che stanno interessando il mondo agricolo regionale.

Tra gli effetti più immediati si registra l'anticipo della vendemmia, conseguenza della più rapida maturazione delle uve favorita dalle alte temperature. Anche l'olivicoltura risente della prolungata esposizione al caldo e della ridotta disponibilità idrica, con prospettive di produzione inferiori rispetto alle potenzialità delle aziende.

Le elevate temperature incidono inoltre sul benessere animale. Negli allevamenti, infatti, lo stress termico determina una diminuzione della produzione di latte e richiede alle imprese un maggiore impegno nella gestione degli animali e delle strutture, con inevitabili ricadute sui costi di produzione.

«Le temperature record e gli eventi estremi stanno accelerando la maturazione delle colture e mettendo sotto pressione allevamenti e imprese agricole», sottolinea Nucci nell'intervista.

Uno scenario che conferma come il cambiamento climatico rappresenti ormai una sfida strutturale per l'agricoltura toscana. Per le cooperative diventa sempre più importante investire nell'innovazione, nell'efficienza della gestione della risorsa idrica, nell'adattamento delle pratiche agronomiche e in strumenti capaci di aumentare la resilienza delle imprese.

L'intervista offre uno spaccato concreto delle difficoltà che gli agricoltori stanno affrontando e richiama l'attenzione sulla necessità di politiche e investimenti che accompagnino il settore nella transizione climatica, tutelando produzioni di qualità, redditività delle aziende e competitività dell'agroalimentare toscano.

 

 

L'intervista completa è disponibile al link allegato.

 

 

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