Dieci anni dalla legge contro lo spreco alimentare: cosa è cambiato? È da questa domanda che prende le mosse La Toscana non (si) butta via, l’iniziativa in programma lunedì 14 settembre a Firenze, al Fuligno, a partire dalle ore 9.
A dieci anni dall’approvazione della legge 166/2016, il confronto vuole fare il punto sui risultati raggiunti e sulle esperienze sviluppate in questi anni, mettendo in dialogo ricerca, istituzioni, imprese, cooperative e realtà del terzo settore.
Il recupero delle eccedenze alimentari rappresenta infatti una sfida che riguarda contemporaneamente la sostenibilità ambientale, la responsabilità sociale e la capacità dei territori di costruire reti e collaborazioni. Recuperare ciò che rischia di essere sprecato significa ridurre gli sprechi, ma anche trasformare un’eccedenza in una risorsa capace di generare valore per la comunità.
Nel corso della mattinata saranno presentati dati, esperienze e prospettive, con un'attenzione particolare al ruolo della ricerca e alle buone pratiche sviluppate sul territorio. Un'occasione per guardare a quanto è stato fatto e, allo stesso tempo, interrogarsi sulle nuove sfide che attendono il sistema del recupero e della redistribuzione delle eccedenze alimentari.
Il programma prevede gli interventi di Maria Chiara Gadda, promotrice della legge 166/2016, Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market, e dei rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni, della cooperazione e del terzo settore.
A confrontarsi saranno, tra gli altri, Francesca Galli dell’Università di Pisa, Fiamma Tofanari del Consiglio del Cibo di Livorno, Gennaro Giliberti dell’Accademia dei Georgofili, Leonardo Berni del Banco Alimentare della Toscana, Claudio Vanni di Unicoop Firenze, Massimo Masi di Conad ed Alberto Grilli, presidente di Confcooperative Toscana.
Le conclusioni saranno affidate a Raffaele Drei, presidente nazionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca.
Un momento di confronto per ribadire che la lotta allo spreco alimentare non è soltanto una questione di quantità di cibo recuperato, ma riguarda la capacità di creare connessioni, sostenibilità e valore sociale a partire dalle risorse disponibili.
La Toscana non si butta via.